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L’obiettivo del mio blog è quello di fornire conoscenza accessibile a tutti, anche a coloro che non hanno una laurea, perché il sapere è la base della libertà individuale. Cercherò di utilizzare un linguaggio semplice, per quanto possibile, e di scrivere post brevi, in modo che tutti possano capire anche una materia complessa come la medicina.

Tratterò argomenti vari; dalla medicina estetica alle patologie meno conosciute, cercando di dare un approccio schematico e il più possibile chiaro.

L’intento è puramente divulgativo, in quanto la diagnosi medica e la prescrizione della corretta terapia o del trattamento estetico più idoneo necessitano innanzitutto una visita medica accurata e vanno valutate con attenzione, caso per caso.

Questa volta faccio divulgazione scientifica attraverso un racconto, una storia puramente inventata ma assolutamente verosimile. Una storia di dipendenza, ma anche di rinascita, attraverso la quale cerco di spiegare la dipendenza in sé (in questo caso da alcol e fumo di sigaretta) in modo semplice e diretto attraverso la voce dei due protagonisti, Marco e Luca, questi due amici che hanno condiviso i momenti più intensi della loro vita.
Negli ultimi anni, a causa anche di una maggiore consapevolezza nella popolazione dei danni causati dall’alcol e della conoscenza più diffusa del disturbo da uso di alcol, sta crescendo nel mondo la domanda di bevande a ridotto contenuto di alcol e di conseguenza la loro produzione. Nonostante i metodi di dealcolazione siano efficaci nel ridurre significativamente il contenuto di alcol, non è garantito che possano eliminarlo completamente in maniera assoluta. Questo può essere un problema per coloro che presentano condizioni cliniche che controindicano il consumo di alcol, quali ad esempio l’assunzione di disulfiram per il trattamento del disturbo da uso di alcol. Pertanto, nonostante gli enormi passi avanti effettuati nella tutela della salute dei consumatori, è sempre fondamentale rivolgersi a un medico esperto nell’ambito, in caso di patologia.
Criolipolisi vacuum o non-vacuum? Le due tecnologie sono ugualmente efficaci, ma cambiano le caratteristiche del trattamento e i protocolli utilizzati. La criolipolisi non-vacuum, seppure caratterizzata da protocolli che presentano un numero maggiore di sedute, è però tollerata meglio dal paziente e presenta un minor rischio di effetti collaterali. Inoltre, i risultati ottenuti vengono mantenuti più a lungo nel tempo.
La glicirrizzina presente nella liquirizia può essere dannosa per i pazienti ipertesi a causa della sua capacità di causare ritenzione di sodio e perdita di potassio nell’organismo. Ciò può portare ad un aumento della pressione sanguigna e può interferire con i meccanismi regolatori dell’equilibrio idro-salino. Questa sostanza agisce inibendo l’enzima 11-beta-idrossisteroide deidrogenasi tipo 2, responsabile della conversione del cortisolo in cortisone. Ciò può portare ad un aumento della ritenzione di sodio e della perdita di potassio. La ragione è insita nella struttura chimica del cortisolo, simile a quella dell’aldosterone, che quando presente in grandi quantità può legarsi ai recettori di quest’ultimo, svolgendo di fatto un’azione mineralcorticoide. L’assunzione di liquirizia in grandi quantità o per lunghi periodi può essere rischiosa per le persone affette da ipertensione arteriosa o, più in generale, da tutte quelle condizioni che possono essere aggravate dalla ritenzione di liquidi o dallo squilibrio elettrolitico.
La criolipolisi è una tecnologia di medicina estetica non invasiva utilizzata per ridurre le adiposità localizzate e agisce applicando freddo sulla regione da trattare. Il raffreddamento localizzato controllato crea uno shock termico sugli adipociti, che vanno incontro a un processo di apoptosi. Il metodo Cryo + EMS consente di aumentare l’efficacia della criolipolisi attraverso un’alternanza di caldo e freddo. L’elettrostimolazione muscolare (EMS) consente di migliorare il tono e la definizione muscolare, ma anche la circolazione sanguigna e il metabolismo nell’area trattata. Leggi l’articolo per saperne di più!
L’argomento con cui ho scelto di partire è la fibromialgia, una sindrome poco conosciuta, ma presente nel 2-4% circa della popolazione generale. Spero di aiutarvi a comprenderla meglio.
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